Turismo Esperienziale

La DomOSC di Cagliari, amplia e diversifica le offerte culturali presenti nel territorio, attraverso un sistema di gestione integrata tra le diverse filiere.

La DomOSC ha ospitato cinque anteprime di importanti manifestazioni culturali tradizionali, appositamente scelte tra quelle realizzate annualmente dalle Pro Loco, nei Comuni dell’ Area metropolitana di Cagliari (Uta, Quartucciu e Sestu) della Provincia del Sud Sardegna ( Gesico e Santadi) valorizzando i loro prodotti tipici e le attività culturali basate sulla riscoperta dei valori tradizionali, mirate a nuovi flussi turistici: turismo esperienziale, i sotto segmenti e il cosiddetto turismo mordi-e-fuggi, in cui i turisti vogliono in pochi giorni, sentirsi parte del territorio in cui soggiornano e fare esperienze della tradizione.

La DomOSC nelle scuole

La DOMOSC è uno spazio innovativo di socializzazione, promozione, crescita culturale per le nuove generazioni. La conoscenza dell’immensa ricchezza musicale e della complessità poetica che ci rappresenta è un passaggio fondamentale per stimolare creativamente le nuove generazioni.
Marco Lutzu, docente di Etnomusicologia presso l’Università di Cagliari, presenta agli studenti e alle studentesse, alcune tra le principali forme espressive della tradizione sarda attraverso una modalità di fruizione innovativa e diretta che prevede l’impiego di nuove tecnologie. La DOMOSC ha ospitato n° 8 unità didattiche con gli studenti del Liceo Artistico e Musicale “Foiso Fois”.

AUGMENTED LAUNEDDAS

Il più noto e importante strumento musicale della tradizione sarda svelato agli studenti e studentesse attraverso la loro storia secolare, le funzioni che ha svolto e svolge tuttora nella società sarda. Le tecniche di costruzione, la descrizione organologica e i repertori permette agli studenti di addentrarsi nelle strutture musicali delle suonate religiose e di accompagnamento al ballo.

SCHINEPISCI o L’arte dell’improvvisazione

L’improvvisazione è alla base della complessa e divertente disputa poetica nota come Cantada Campidanesa in cui i versi improvvisati vengono cantati a turno dai poeti in gara. L’originalità di questa forma poetica e la sua storia, viene raccontata dall’etnomusicologo Marco Lutzu anche attraverso la comparazione con tradizioni poetiche di diverse aree del mondo. L’abilità degli improvvisatori è data dalle regole di funzionamento della Cantada, nonché dalle principali forme metriche utilizzate: su versu e su mutetu longu. Nel finire, gli studenti, supportati dall’ausilio delle tecnologie, si cimentano nella composizione di alcuni mutetus.